Fiat 130 Familiare con il tetto rosso

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Italiano:

Quando si inizia a salire sulle colline dell’alto astigiano, si iniziano ad incontrare cose meravigliose. E per tutti i gusti. Gusti enogastronomici, gusti visivi regalati dai meravigliosi panorami e gusti artistici. Si, artistici. Non solo per l’antica Abazia di Vezzolano o il Colle Don Bosco, ma anche per l’importante presenza di una delle più grandi dinastie di restauratori di opere d’arte: la Famiglia Nicola. Ho avuto il piacere di conoscerli alcuni anni fa e, soprattutto, ho avuto il privilegio di visitare il loro meraviglioso atelier posto sulla collina di Aramengo. Da molti anni la Famiglia Nicola è proprietaria di una delle quattro Fiat 130 Station Wagon. Per la precisione è proprietaria di quella grigio metallizzato con tetto amaranto, donata al capostipite della dinastia Nicola dall’Avvocato Gianni Agnelli, quale ringraziamento della maestria profusa nel restauro di molte opere. La cortesia e la disponibilità della Famiglia Nicola mi ha permesso di avere a disposizione questa particolare Fiat 130, affinché io ve la potessi descrivere e illustrare. Delle 130 station wagon di nostra conoscenza (ovvero tutte, tranne quella con il tetto verde metallizzato), questa è quella con il telaio più basso, ovvero 6612. Un telaio così basso da fare pensare che sia stata il primo studio del Centro Stile Fiat di station wagon su base Fiat 130. Le “2800” arrivano quasi alle 6000 unità, quindi un telaio “130 B” così basso ci permette di collocare la produzione di questa extra serie tra la fine del 1971 e l’inizio del 1972. La station wagon differisce dalla berlina a partire dalla tre quarti posteriore dove due prese d’aria laterali parallele ai vetri posteriori e due lunghi terzi vetri laterali creano la base del supporto del tetto allungato. Il tetto, in livrea amaranto metallizzato, scende poi a creare l’alloggiamento del gigantesco (e pesantissimo) portellone posteriore. Il portellone è dotato di due maniglioni a lato del porta targa, proprio per ovviare lo sforzo nell’apertura, seppur facilitata da due pistoni montati ai lati dei montanti all’altezza della fine del terzo vetro posteriore. La linea complessiva è mastodontica, ma filante al tempo stesso. Lo stile e l’eleganza sono indescrivibili. La vettura è dotata di due grandi fendinebbia anteriori di forma circolare. Se le differenze esteriori sono evidenti, le sorprese interne sono altrettanto curiose. Dotata di interni in pelle rossa, la parte anteriore della vettura ricalca fedelmente la berlina tradizionale. Cambio automatico, alzacristalli manuali, autoradio Voxon: insomma una normale 130. Ma dalla seduta dei sedili posteriori iniziano le particolarità: una leva rossa permette di ribaltare la seduta dei sedili posteriori, mentre altre due leve nere permettono l’abbattimento dello schienale. Vi immaginate che vano di carico? Un immenso, elegante e lineare vano di carico ricoperto di moquette granata. Ma qui troviamo un altro tocco di eleganza. Una fibbia imbottita di pelle rossa può essere tesa da un montante posteriore all’altro, assicurata da due ganci ancorabili agli appositi anelli. Insomma, una rete di protezione “ante litteram” per evitare pericolosi spostamenti di carico dal vano bagagli all’abitacolo. Ma non finisce qui. La gomma di scorta, posizionata come le normali berline (in piedi a sinistra), è coperta da una custodia rigida rivestita in pelle. Insomma, la pelle rossa e la moquette granata vestono gli interni di questa elegantissima “giardinetta”. La vettura segna poco più di 64.000 km, fatti sempre con gran classe. Prima dall’Avvocato, poi adibita al trasporto di opere d’arte. Forse, allora, l’aggettivo “giardinetta” è un po’ riduttivo. E’ stata anche utilizzata per il matrimonio di un fortunato collaboratore della Famiglia Nicola. Vi immaginate vedere passare un carosello nuziale capeggiato da una 130 station wagon? Se la maggior parte delle persone si fermano, si voltano, ammiccano quando passa una 130 normale, figuriamoci per una visione così estemporanea. Senza essere blasfemo, sono contento che una vettura come la 130 SW con il tetto amaranto, per quello che ha significato, per il profumo di storia che trasuda e per il fascino che emana, viva insieme ad altre opere d’arte.

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare `Redroof`

Fiat 130 Familiare

Fiat 130 Familiare

Fiat 130 Familiare

English:

When you start driving on the hill of the “Alto Astigiano” you start to meet so many marvelous thing. And for every kind of taste. Good restaurant, good  wine, beautiful landscape and marvelous artworks. Not only for the presence of the ancient Vezzolano Abbey or Don Bosco’s Hill, but, above all, for the presence of one of the most famous family of artworks restorer in the world: Nicola’s Family. I had the pleasure to meet them some years ago, and, above all, I had the privilege to visit their artwork atelier set on Aramengo’s hill. Since many years Nicola’s Family owns one of the 4 130 SW. They own the one with red metallic roof and silver grey body. It was donate by Giovanni Agnelli to the forefather of Nicola’s to thank him about his adroitness. He made a lot of artistic restoration for Agnelli’s dynasty. I thank Nicola’s to gave me their 130 to permit me to describe and show to you. Considering all 130 SW that we know (wooden roof, beige roof, green roof and red metallic) this is the one with the lowest chassis number: 6612. This fact suggest us the idea that she’s the first one to be produced by Centro Stile Fiat. The 130 2800 reached almost 6000 units, that means that a chassis number 130B  so low was produced in the middle of the end of 71 and the beginning of 72. This SW is different from the saloon from the end of the rear doors. 2 big air scoop, parallel to the rear windows, plus two long and big “third lateral windows” create the basis for the longer roof. The red metallic roof descend to create the space for the enormous (and very heavy) posterior door. The posterior door (hatchback) has two big handles near the plate-holder , to assist the opening plus two air pistons placed near the rear windows. The shape is globally massive, but very spinning at the same time. The style and the elegance are beyond words. This 130 has 2 big round front anti-fog. If the exterior differences are clear, the interior surprise are so many. The interior front part is quite similar to the saloon. Red leather, automatic gearbox, manual windows and original Voxon radio. But from the rear seats, all the funny and curious differences appears. A red handle on the left permit to turn the basis of the seat, and other two black handles permit to turn the back seat. How can you image how much is wide the space for luggage? A wide, open and flat luggage area all covered by a dark red carpet. And here we find another touch of elegance. A leather covered band could be stretch from a column to the other of the trunk to protect the passengers from the risk made by the movement of the luggage. The spare wheel is placed like the “berlina, but it’s covered by a leather rigid cover. Red leather and carpets are king and queen inside this wheeled masterpiece. This 130 has 64.000 km, always made with class and elegance: before by Avvocato Agnelli, then by Maestro Nicola. Now you can understand why we can’t define it a simple “station wagon”. It’s a reducing definition. This 130 was also used by a lucky Nicola’s worker for his wedding. Could you image to see a wedding carousel driven by a 130 station wagon? How a beautiful view….. I’m really glad that this marvelous 130 lives among so many others art masterpiece.