Storia della ambulanze / Fiat 130 als ambulance

Fiat 130-berlina-ambulance
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http://www.emergency-live.com/it/equipaggiamenti/storia-delle-ambulanze-grazia-62-anni-che-hanno-segnato-il-soccorso-in-italia/3/

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The building of this 130 was a real challenge: Fiat did not give Grazia the permission to transform the car in an ambulance due to the bad image gave to the “ammiraglia”. But Grazia was able to have the allowance with the help of Fiat dealer in Viareggio called Giannotti. They were good friends of Mr. Valletta (CEO of Fiat), and this friendship was the key to receive the OK from Fiat.

So a marvellous car was born: huge, full of space, full optional (power steering, servobrake, radio, air conditioning, 4 electric windows, automatic gearbox, 4 disk brakes and a 3.2 liter engine with 160 hp)

All those characteristics was not so common in other european cars in 1972 (to be true in 1971, cause Misericordia of Viareggio bought the 130 in 1971 but had to wait 1 year to have Fiat permission)

This beautiful car had only one big problem: fuel consumption

This 130 was used as ambulance till 1983 then was sold to a racecourse till 1989. Then He was gave to a junkyard in Livorno where was destroyed in 1991,

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Grazia, negli anni ’70, si cimenta anche con il telaio Bedford CF30, a passo lungo, realizzando per l’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento – in strettissima collaborazione con il Primario della Cardiologia di quel nosocomio – questo bel centro mobile di rianimazione coronarica, veramente una dépendance mobile del reparto; il mezzo doveva raggiungere obiettivi in tutta la provincia, e dunque anche parecchio lontani dall’Ospedale, per cui venne espressamente richiesto con la motorizzazione a benzina di 3.000 cc che consentiva alla macchina la velocità necessaria per gli interventi nelle zone più remote.

foto 020Una sfida vera e propria è stata , poi, la costruzione di questa Fiat 130: la casa madre non voleva rilasciare il nulla osta per la trasformazione, giudicando un’ambulanza non alla altezza della immagine che la macchina avrebbe dovuto avere; ma a suon di pressioni Grazia riuscì, tramite il concessionario Giannotti di Viareggio – che grazie alla sua amicizia personale con Valletta aveva mantenuto anche dopo la morte di questi buoni agganci in azienda – ad avere il sospirato via libera. Ne nacque una macchina di splendide proporzioni, ampia, elastica, dotata di servosterzo, servofreno, radio, aria condizionata, alzacristalli elettrici sui 4 vetri, cambio automatico, 4 freni a disco e motore 6 cilindri a V di ben 3,2 litri da 160 cv; tutte cose che nel 1972 ( anzi, 1971 perché la Misericordia di Viareggio – fortunata proprietaria di un mezzo unico – dovette comprarsi la berlina e tenerla ferma un anno in attesa dell’ ok alla trasformazione) non erano affatto scontate su auto europee. Purtroppo anche i consumi erano tutt’altro che scontati, e questo era il suo unico, vero difetto.

Realizzazione abbastanza particolare è stata anche questa Uaz 452 per il mercato mediorientale: va qui ricordato che l’azienda ha sempre avuto una notevole apertura ai mercati esteri, in particolare quelli dell’area del blocco dell’ Est e Grecia, Turchia e zone limitrofe.

Tornando poi all’Italia, nei primi anni ’70 la Regione Puglia acquistò un lotto di ambulanze su meccanica F20 distribuendole poi ai maggiori ospedali del territorio: a queste 70 ambulanze si affiancarono poi circa 200 F12 a tetto alto , costruiti in parte dallo stesso Grazia ed in parte da Colli – con le medesime specifiche e dunque perfettamente identici tra di loro – destinate anche a tutti gli altri ospedali di dimensioni meno importanti.

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Fiat 131 ambulanze